PLANIMETRIA CORTO - 111Km

Planimentria percorso corto granfondofrw

ALTIMETRIA

Altimetria percorso corto granfondofrw

TABELLA DI MARCIA

Tabella di marcia percorso corto granfondofrw
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PLANIMETRIA LUNGO - 136Km

Planimentria percorso lungo granfondofrw

ALTIMETRIA

Altimetria percorso lungo granfondofrw

TABELLA DI MARCIA

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LA GARA

Si parte dalla zona Ovest di Ravenna, a due passi dalla "casa" di Freewheeling e lambiremo la città di Ravenna passando per la circonvallazione interna.

In questi primi chilometri di gruppo compatto si dovrà prestare attenzione alle cinque rotatorie che in sequenza affronteremo. Mi raccomando: vanno affrontate rigorosamente dal lato destro (quello di circolazione). Sono piuttosto larghe e non ci saranno grossi problemi ma attenzione.

Spazio per recuperare ce n'è a sufficienza.

Dopo la quinta rotonda ci immetteremo in un viale che pare largo ma ha degli spartitraffico centrali che meritano ancora la massima attenzione. Qualche centinaio di metri e la strada si libera anche se rimane un ultimo passaggio difficile per uscire dalla città.
300 metri dopo un'ampia curva a sinistra ce n'è una più stretta, sempre a sinistra per salire sul raccordo che immette in via Ravegnana direzione Forlì.
Un paio di chilometri scarsi e un a curva a sinistra faranno uscire il gruppo da via Ravegnana e si imbocca via Cella che ci porterà dritti verso le colline.
Non subito, ci vuole pazienza perché questa è terra di mare e le colline ce le dobbiamo andare a cercare, ma arriveranno….
La strada fino a Meldola è la classica strada di campagna con curve e semicurve, non larghissima ma neppure stretta e senza passaggi complicati salvo un paio di curve a 90 gradi dopo l'abitato di Massa Castello.
Attraverseremo paesini come Madonna dell'Albero, S.Bartolo, Santo Stefano, Carraie, Massa Castello appunto, Rotta, Carpinello e S.Leonardo in Schiova.
Prima di Forlimpopoli si gira verso Meldola attraverso un'amipia circonvallazione, si supera ancora qualche rotonda ma molto larga e quindi senza problemi.
Finalmente siamo a Meldola, il nostro contachilometri segna 45 ed immettendoci su via Roma in direzione Santa Sofia troviamo il primo strappo di 300 metri…. Dura la pianura….
Ora però ci aspettano 65 chilometri per i granfondisti (45 per i mediofondisti) che racchiuderanno tutte le difficoltà altimetriche, poi ce ne saranno altre ma tempo al tempo….
Superato il primo "dentino" si plana per meno di un chilometro e si arriva alla divisione percorsi. Il lungo gira secco a sinistra, il corto più dolcemente a destra.
La Granfondo percorre le prime due salite per poi tornare dal senso inverso sulla strada che abbiamo appena lasciato confluendo sul percorso corto pertanto proseguiamo a raccontarvi il percorso lungo che li comprende entrambi…..
Dicevamo svolta secca a sinistra, un paio di curve alle porte del centro del paese, si passa un bel ponticello sul fiume Bidente e con leggera svolta a sinistra si imbocca la prima salita di giornata.
E' l'erta di Teodorano dal versante più arcigno, Strada Palareto per la toponomastica, "del cimitero" per i ciclisti della zona..
Il primo chilometro è veramente duro, le pendenze subito in doppia cifra (15-16%) presentano il conto delle energie spese nel mulinare rapportoni in pianura. Fondamentale sarà digerire bene il cambio di ritmo altrimenti il rischio di piantarsi è concreto..
Successivamente si alternano tratti più pedalabili e alcuni tratti addirittura in discesa fino alle soglie del paese dove gli ultimi 500 metri prima dello scollinamento sono di nuovo tosti. Una rampa è bella diritta che non fa sconti ma che ci porta in cima e al primo meritato ristoro.
Discesa bella e veloce che termina con una curva a destra, neanche il tempo di rimettere le ruote in piano che con una svolta a sinistra si ricomincia a salire.
La salita a Montevescovo da questo versante è pedalabile, molto bella e a tratti quasi selvaggia. Qui di auto normalmente non se ne vedono mai…. Il tratto più impegnativo è quasi in cima, superato il quale il premio è un panorama meraviglioso sulle colline e dalle quali si scorge in lontananza il mare. In pratica è come se riguardassimo il tragitto fatto fin'ora…..
Ma la gara richiede impegno e quindi occhi aperti sulla strada più che sul panorama. Ci aspetta una discesa ripida, stretta e molto tecnica (ma perfettamente asfaltata).
Ci ritroviamo sulla SP 68 Bidentina, la strada lasciata al momento della divisione dei percorsi, che stavolta percorriamo in direzione Forlì. In pochi chilometri che scendono leggermente torniamo a Meldola al punto esatto dove eravamo 25 chilometri fa: questa volta svolta obbligata a sinistra per la Rocca delle Caminate dal versante di Strada Balbate.
Questa bella salita è una sorta di palestra per noi ciclisti della zona e su queste rampe è facile trovare in ogni stagione gruppi più o meno folti in allenamento.
Impegnativa quanto basta, alterna tratti impegnativi ad altri più semplici, Un tratto al 13-14% annuncia uno scollinamento ma la Rocca delle Caminate si conquista solo dopo un altro chilometro abbondante in falsopiano.
In cima, nel piazzale antistante la Rocca stessa ci sarà il secondo ristoro (primo per chi avrà optato per il percorso corto)..
Una discesa a tornanti, molto bella e spettacolare ci fa arrivare in meno di 5 chilometri al paese di Predappio che attraverseremo fino alla bella piazza in ciottolato che ospita la chiesa Sant'Antonio da Padova..
Appena entrati sul ciottolato si svolta a destra in direzione Predappio Alta e la strada ricomincia a salire, prima in maniera piuttosto blanda, poi più decisa..
Si attravera Predappio Alta e in meno di 5 chilometri si arriva al GPM nei pressi di un incrocio "a T". Giu a destra e anche questa è fatta.
Attenzione però; la discesa è molto tecnica e alterna tratti veloci a curve secche fino ad un drittone nei pressi di un ponticello. Ecco, lì i freni si possono mollare anche perché l'abbrivio aiuta ad attaccare la successiva zona fatta di saliscendi a tratti piuttosto impegnativi perché il 39 (o 34) è troppo agile ma il 53 (o 50) può essere troppo duro…. Poi si scende fino in località Pieve Salutare, di chilometri all'arrivo ne mancano 46.
Un po' di falsopiano e scendere, ci si immette per pochi metri sulla Statale 67, prima di svoltare a sinistra per attraversare prima Castrocaro (occhio agli spartitraffico) poi Terra del Sole. Poco prima dell'incrocio con la Statale, curva secca (attenzione…) a sinistra e….sorpresa..
Penultima difficoltà altimetrica di giornata, lo strappo di Monte Poggiolo. Corto sì ma cattivo e con pendenze in doppia cifra, una specie di "muro" da Fiandre. Non c'è il pavè ma quasi (la strada non è bellissima). In salita poco male..
La discesa invece è bella quasi da subito (seguite e non sottovalutate mai le raccomandazioni che troverete sul percorso), veloce, con poche curve e nessuna impegnativa. Ci porta velocemente ai piedi dell'ultimo strappo, quello dei Sabbioni.
Anche questa salita è corta, ma te la trovi davanti tutta, senza curve e più si sale più aumenta la pendenza. Coraggio, sono gli ultimi metri poi la catena va sul "padellone" fino all'arrivo.
In cima ultimo ristoro e giù verso la pianura che si staglia di fronte a noi come una tavola.
Mentre scendete cominciate a capire da che parte spira il vento… Perché? Perché dal fondo alla discesa al traguardo mancano 28 chilometri e se soffia il Libeccio ci troveremo a Ravenna in men che non si dica, mentre se si faranno sentire Tramontana o Grecale ci faranno sembrare la pianura una ennesima lunga salita..
E il vento da noi c'è sempre…..
Chiesuola, San Pancrazio, Godo e San Michele saranno i paesi che attraverseremo sulla strada del ritorno e alle porte di Ravenna eccoci di nuovo Fornace Zarattini da dove siamo partiti, il nostro traguardo.